La colonia di
Rhinolophus hipposideros
del Castello di Introd
La colonie de
Rhinolophus hipposideros
du Château d’Introd
The colony of
Rhinolophus hipposideros
of Introd Castle
Loghi
Castello di Introd

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La colonie di Rhinolophus hipposideros du Château d'Introd

Il rinolofo
minore

Il castello ospita stagionalmente una colonia
di rinolofi (o ferri di cavallo) minori, per la scienza
Rhinolophus hipposideros.

Hanno un’appendice nasale con base a forma
di ferro di cavallo che direziona e amplifica gli
ultrasuoni, emessi dalle narici.

Sulle brevi distanze, consentono una percezione
molto fine.

Rhinolophus hipposideros
Apertura alare
19–25 cm
Peso
4–7 g
Rinolofo minore
Foto di E. Bodon
Video cover

Guarda il video dedicato alla colonia del Castello di Introd.

La colonia
riproduttiva

Ogni anno, da aprile, i pipistrelli tornano nel castello. I vasti sottotetti, a cerchio, sono un rifugio tranquillo, buio e climaticamente ideale per soddisfare le esigenze di una colonia riproduttiva.

Nelle colonie di rinolofo minore è presente anche una frazione di esemplari di sesso maschile, ma per lo più, in estate, i maschi conducono vita solitaria.

Il grosso della colonia è rappresentato da femmine nate nel castello. Si radunano qui a costituire una delle nursery più importanti di questa specie dell’Italia nordoccidentale.

Colonia soprattutto femminile
Ritorno annuale in aprile
Importante nursery dell’Italia nordoccidentale
Colonia riproduttiva
Foto di P. Debernardi

I Parti

Fra fine giugno e metà luglio, le femmine gravide danno alla luce un piccolo

Dopo il primo parto di solito nel secondo anno di vita, sviluppano nella regione pelvica delle false mammelle.

I piccoli, a testa in giù rispetto alla madre, si attaccano con la bocca alle false mammelle, mentre con i piedi si afferrano al suo collo. Così possono essere trasportati in volo.

Il periodo dei parti è in giugno-luglio
Età riproduttiva dal secondo anno di vita
I cuccioli vivono inizialmente aggrappati alla madre
Colonia riproduttiva
Foto di P. Debernardi

I PARTI

Quando, accrescendosi, i cuccioli diventano troppo pesanti, vengono lasciati nel castello.

Questa ripresa con telecamera termica mostra come, per convincerli a staccarsi, le madri abbiano il loro da fare.

Femmine di rinolofo minore
con i loro piccoli
Video cover

Guarda il video

L’accoppiamento

Esemplari della colonia possono essere ancora presenti nel castello a ottobre inoltrato, ma, dalla seconda metà di agosto, molti cominciano a spostarsi altrove. Nottetempo visitano i siti sotterranei dove in autunno, talora in inverno, hanno luogo gli accoppiamenti.

Le cellule seminali maschili restano vitali nell’utero della femmina durante il letargo. Al risveglio, in primavera, nel mese di aprile, avvengono l’ovulazione e quindi la fecondazione.

La durata della gestazione vera e propria è di circa 75 giorni, ma può variare in funzione delle condizioni meteo.

La femmina conserva lo sperma maschile nelle vie genitali durante il letargo
Fecondazione differita: l’ovulazione e la fecondazione avvengono al risveglio dal letargo
La gestazione dura 75 giorni
Colonia riproduttiva
Esemplari
in accoppiamento
Fasi di crescita dei piccoli rinolofi

Suggendo il latte materno, i piccoli crescono rapidamente. A circa 3 settimane sono capaci di compiere i primi voli all’interno del rifugio e poco dopo cominciano a uscire dal castello per le cacce notturne.

Fasi di crescita
dei piccoli rinolofi
Foto di P. Debernardi

A CACCIA DI INSETTI

Ai primi voli non si allontanano molto. Il parco del castello, in condizioni di oscurità naturale, è un’ottima palestra in cui fare pratica di caccia.

Volando come grosse farfalle, i rinolofi minori catturano insetti a ridosso della vegetazione. Lo fanno nei boschi o sui loro margini, lungo bordure di zone umide, siepi e filari arborei.

Colonia riproduttiva
Pipistrelli in
caccia notturna

IL LUNGO INVERNO DEI PIPISTRELLI

L’inverno è una stagione difficile per gli animali insettivori, a causa del clima e della scarsità di prede.

Il rinolofo minore, come gli altri pipistrelli, la trascorre in letargo. Di solito utilizza rifugi entro 20 km da quelli estivi.

In Valle d’Aosta si tratta di miniere dismesse e altri ambienti sotterranei, in cui la temperatura si mantiene intorno ai 6-8 °C.

Colonia riproduttiva
I rifugi invernali

IL LUNGO INVERNO DEI PIPISTRELLI

I rinolofi letargici penzolano dalle volte di questi rifugi, col corpo completamente avvolto nella membrana alare.

È fondamentale che non vengano svegliati: ogni risveglio comporta consumo di riserve lipidiche importanti per arrivare a primavera e poter riprendere efficacemente l’attività.

Colonia riproduttiva
Esemplare in letargo

IL MONITORAGGIO

Ogni anno la colonia del castello viene censita. La tecnica più efficace per contare gli esemplari delle colonie riproduttive di pipistrelli consiste nel riprenderli quando, la sera, escono dal sito di rifugio. Si utilizzano termocamere o videocamere che operano in luce infrarossa.

Termocamere o videocamere a luce infrarossa
Censimento annuale
Conteggi notturni
Rinolofo minore
Strumenti per il monitoraggio

IL MONITORAGGIO

Per entrare e uscire dal Castello di Introd, gli esemplari utilizzano più accessi.

Filmarli tutti richiede parecchia attrezzatura.

Per ogni filmato occorre poi contare tutti gli esemplari usciti e detrarre quelli rientrati nell’edificio.

Sorveglianza degli accessi al sito
Acquisizione e analisi dei filmati
Conteggio esemplari usciti/rientrati
Colonia riproduttiva
Foto di A. Pastorino
La sciamatura attraverso gli accessi primari al Castello
Video cover

Guarda il video

Il monitoraggio

Al termine della sciamatura, si entra nel rifugio per contare gli eventuali esemplari rimasti all’interno.

Nel 2025, la colonia è risultata composta da almeno 154 esemplari adulti, a cui, con i parti, si è aggiunta una settantina di piccoli.

Sciamatura notturna
Sorveglianza di tutti gli accessi noti
Conteggio degli esemplari rimasti dentro l’edificio
Video cover

Guarda il video

Le sciamature attraverso accessi secondari

La CONSERVAZIONE

Il rinolofo minore era un tempo più diffuso di oggi. Nella seconda metà del ‘900 ha subito gravi contrazioni demografiche e distributive in tutta Europa, poste in relazione al massiccio uso di pesticidi altamente tossici, come il DDT.

Declino delle
popolazioni
Massiccio uso
di pesticidi tossici
Colonia riproduttiva
Declino delle popolazioni
di rinolofo minore in Europa
Foto di P. Debernardi

la CONSERVAZIONE

I censimenti condotti in vari Paesi europei suggeriscono che questa specie ora sia in incremento, ma si dubita che possa di nuovo raggiungere l’abbondanza e la diffusione che aveva in passato.

Permangono infatti pressioni e impatti negativi:

  • Siti di rifugio distrutti o alterati
  • Ambienti di caccia sostituiti da coltivazioni intensive e aree edificate
  • Insetti-preda in drammatico declino
  • Illuminazione artificiale notturna in aumento

Questa specie —che non è cieca, come vorrebbe una delle errate credenze sui pipistrelli— evita le luci. L’illuminazione artificiale riduce le aree in cui può cacciare, ne limita gli spostamenti e può comportare l’abbandono dei loro rifugi.

Segnali
di ripresa
Permanenza
di pressioni
e impatti negativi
Effetti nocivi
dell’illuminazione
artificiale
Slide 1
Slide 2
Slide 3
Foto di P. Debernardi

IL SITO STRATEGICO DEI RINOLOFI MINORI

La presenza della colonia del Castello di Introd è indicatrice di qualità ambientale.

Ci troviamo in un’area in cui l’oscurità naturale notturna è ancora sufficientemente preservata, ci sono ambienti forestali e l’agricoltura non è di tipo intensivo come in altri territori.

La conservazione della colonia richiede attenzioni durante gli interventi sul castello e implica una gestione oculata anche degli aspetti di fruizione, soprattutto primaverile ed estiva.

Questa è un’importante occasione per riflettere sull’importanza di lasciare alle future generazioni un mondo non peggiore di quello in cui viviamo.

Oscurità
naturale
Gestione compatibile
con la conservazione
della specie
Conservazione
e sostenibilità
Colonia riproduttiva
Foto di P. Debernardi
Loghi

Crediti

Regione Autonoma
Valle d’Aosta / Vallée d'Aoste

Dipartimento Ambiente e territorio Struttura Biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette

Coordinamento generale

Santa Tutino

Francine Valérie Navillod

Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan

Testi

Elena Patriarca

Paolo Debernardi

Alberto Pastorino

Traduzioni

Office de la langue française

Fondazione Liceo Linguistico Courmayeur

Contributi fotografici, immagini e video

Paolo Debernardi

Alberto Pastorino

Impaginazione e animazione grafica

Enrico Granzotto

Andrea Bersi

In collaborazione con Soprintendenza per i beni e le attività culturali