Il castello ospita stagionalmente una colonia
di rinolofi (o ferri di cavallo) minori, per la scienza
Rhinolophus hipposideros.
Hanno un’appendice nasale con base a forma
di ferro di cavallo che direziona e amplifica gli
ultrasuoni, emessi dalle narici.
Sulle brevi distanze, consentono una percezione
molto fine.
Guarda il video dedicato alla colonia del Castello di Introd.
Ogni anno, da aprile, i pipistrelli tornano nel castello. I vasti sottotetti, a cerchio, sono un rifugio tranquillo, buio e climaticamente ideale per soddisfare le esigenze di una colonia riproduttiva.
Nelle colonie di rinolofo minore è presente anche una frazione di esemplari di sesso maschile, ma per lo più, in estate, i maschi conducono vita solitaria.
Il grosso della colonia è rappresentato da femmine nate nel castello. Si radunano qui a costituire una delle nursery più importanti di questa specie dell’Italia nordoccidentale.
Fra fine giugno e metà luglio, le femmine gravide danno alla luce un piccolo
Dopo il primo parto di solito nel secondo anno di vita, sviluppano nella regione pelvica delle false mammelle.
I piccoli, a testa in giù rispetto alla madre, si attaccano con la bocca alle false mammelle, mentre con i piedi si afferrano al suo collo. Così possono essere trasportati in volo.
Quando, accrescendosi, i cuccioli diventano troppo pesanti, vengono lasciati nel castello.
Questa ripresa con telecamera termica mostra come, per convincerli a staccarsi, le madri abbiano il loro da fare.
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Esemplari della colonia possono essere ancora presenti nel castello a ottobre inoltrato, ma, dalla seconda metà di agosto, molti cominciano a spostarsi altrove. Nottetempo visitano i siti sotterranei dove in autunno, talora in inverno, hanno luogo gli accoppiamenti.
Le cellule seminali maschili restano vitali nell’utero della femmina durante il letargo. Al risveglio, in primavera, nel mese di aprile, avvengono l’ovulazione e quindi la fecondazione.
La durata della gestazione vera e propria è di circa 75 giorni, ma può variare in funzione delle condizioni meteo.
Suggendo il latte materno, i piccoli crescono rapidamente. A circa 3 settimane sono capaci di compiere i primi voli all’interno del rifugio e poco dopo cominciano a uscire dal castello per le cacce notturne.
Ai primi voli non si allontanano molto. Il parco del castello, in condizioni di oscurità naturale, è un’ottima palestra in cui fare pratica di caccia.
Volando come grosse farfalle, i rinolofi minori catturano insetti a ridosso della vegetazione. Lo fanno nei boschi o sui loro margini, lungo bordure di zone umide, siepi e filari arborei.
L’inverno è una stagione difficile per gli animali insettivori, a causa del clima e della scarsità di prede.
Il rinolofo minore, come gli altri pipistrelli, la trascorre in letargo. Di solito utilizza rifugi entro 20 km da quelli estivi.
In Valle d’Aosta si tratta di miniere dismesse e altri ambienti sotterranei, in cui la temperatura si mantiene intorno ai 6-8 °C.
I rinolofi letargici penzolano dalle volte di questi rifugi, col corpo completamente avvolto nella membrana alare.
È fondamentale che non vengano svegliati: ogni risveglio comporta consumo di riserve lipidiche importanti per arrivare a primavera e poter riprendere efficacemente l’attività.
Ogni anno la colonia del castello viene censita. La tecnica più efficace per contare gli esemplari delle colonie riproduttive di pipistrelli consiste nel riprenderli quando, la sera, escono dal sito di rifugio. Si utilizzano termocamere o videocamere che operano in luce infrarossa.
Per entrare e uscire dal Castello di Introd, gli esemplari utilizzano più accessi.
Filmarli tutti richiede parecchia attrezzatura.
Per ogni filmato occorre poi contare tutti gli esemplari usciti e detrarre quelli rientrati nell’edificio.
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Al termine della sciamatura, si entra nel rifugio per contare gli eventuali esemplari rimasti all’interno.
Nel 2025, la colonia è risultata composta da almeno 154 esemplari adulti, a cui, con i parti, si è aggiunta una settantina di piccoli.
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Il rinolofo minore era un tempo più diffuso di oggi. Nella seconda metà del ‘900 ha subito gravi contrazioni demografiche e distributive in tutta Europa, poste in relazione al massiccio uso di pesticidi altamente tossici, come il DDT.
I censimenti condotti in vari Paesi europei suggeriscono che questa specie ora sia in incremento, ma si dubita che possa di nuovo raggiungere l’abbondanza e la diffusione che aveva in passato.
Permangono infatti pressioni e impatti negativi:
Questa specie —che non è cieca, come vorrebbe una delle errate credenze sui pipistrelli— evita le luci. L’illuminazione artificiale riduce le aree in cui può cacciare, ne limita gli spostamenti e può comportare l’abbandono dei loro rifugi.
La presenza della colonia del Castello di Introd è indicatrice di qualità ambientale.
Ci troviamo in un’area in cui l’oscurità naturale notturna è ancora sufficientemente preservata, ci sono ambienti forestali e l’agricoltura non è di tipo intensivo come in altri territori.
La conservazione della colonia richiede attenzioni durante gli interventi sul castello e implica una gestione oculata anche degli aspetti di fruizione, soprattutto primaverile ed estiva.
Questa è un’importante occasione per riflettere sull’importanza di lasciare alle future generazioni un mondo non peggiore di quello in cui viviamo.
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